Le fate Prislavka e Primorka erano sorelle. Novak, il figlio di Prislavka e il fratello di Sokolar andò a cacciare con suo cugino, figlio di Primorka. Le ninfe della caccia, Mare e Jela, appena videro i giovani ragazzi nel bosco, s’innamorarono di loro e il loro amore fu corrisposto, Novak volle bene a Mara e Dražnik a Jela. Quando lo vide la dea della caccia, Diana, si arrabbiò con le ninfe e le uccise. Per fare un esempio alle altre ninfe, tramutò Mara in acqua e Jela in albero. A sentire queste notizie, Novak scoppiò a piangere nel grembo di sua madre e si tramutò in acqua come suo fratello Sokolar. Quest’acqua (uno dei pozzi a Privlaka) ancor oggi porta il suo nome. Sua madre, Prislavka, morì di tristezza e il paese dove la seppellirono prese il suo nome – Privlaka. Proteo, dio del mare e marito di Prislavka, colpito dal suo grave destino, ancor oggi tiene la sua cara Prislavka sempre abbracciata.
Petar Zoranić, “Montagne” (“Planine”) – La novella della trasformazione di Dražnik e Novak in acqua, di Mara in sorgente, di Jela in albero e della trasformazione di Privlaka


